ISOLA D'ELBA

Natura dell’Elba

Un’isola a forma di pesce con una montagna di oltre mille metri che gli spunta dalla testa… Questa è l’immagine geografica con un pò di fantasia dell’Isola d’Elba, una premessa visiva dell’evidente dualità della natura elbana: un paradiso marino che strizza l’occhio agli amanti della montagna e degli sport da esterno.

Pinne e scarponi, maschera e binocolo tutte contraddizioni spesso presenti nella valigia dell’amante dell’Elba che ha in sè un pò del Tritone e un pò del Fauno.

E se nella stagione estiva sono il mare e le spiagge i protagonisti, con le attività sportive di snorkeling, diving, kayak e sup anche nelle altre stagioni lo scoglio si esprime con molta varietà: mountain-bike, e-bike, trekking, escursionismo.

I 400 km di sentieri mappati (grazie al progetto Elba Smart Exploring in collaborazione con Google Maps) hanno evidenziato le grandi potenzialità dell’Elba fatta di varietà di percorsi e panorami con il mare sempre come sfondo (su Google Maps nel dettaglio mappa si sceglie Street View e appare tutta una rete su cui si può cliccare e vedere dal vivo il percorso come se si fosse sul sentiero).

Ne sono la prova le moltissime manifestazioni sportive di Mountain Bike, Triathlon e Fondo che hanno preso vita in questi ultimi anni.

Questo crescente interesse ha fatto sì che si sia rivolta maggiormente l’attenzione a tutto quello che riguarda il turismo legato agli sport all’aperto.

Un esempio su tutti i due campionati mondiali di Mountain bike del 1994 e del 2021 che si sono svolti sul promontorio di Calamita a Capoliveri e hanno dato vita al Capoliveri Bike Park, una vastissima rete di sentieri curatissimi che regalano emozioni uniche.

Altra bellissima esperienza che si può fare all’Elba è percorrere a piedi il GTE, Grande Traversata Elbana, ovvero l’attraversamento di tutta l’isola camminando sulla dorsale centrale dell’Elba da est a ovest. Anche qua grande lavoro di ripristino e mantenimento dei sentieri in buona parte sostenuto dal CAI.

Fra Arte e Storia

L’Isola d’Elba è disseminata di luoghi d’interesse storico e artistico infatti la posizione che ha nel Mar Tirreno e i suoi giacimenti di ferro e di granito, hanno fatto sì che ogni popolo che avesse delle ambizioni di conquista sul Mar Mediterraneo considerasse l’Elba un luogo d’interesse irrinunciabile.

Si parte nel viaggio storico-artistico elbano scomodando subito un grande personaggio: Immanuel Kant che ci racconta delle sue emozioni alla scoperta della Grotta di Reale a Porto Azzurro, purtroppo non visitabile, dove sono stati trovati resti di animali del paleolitico che sono testimonianza di una terra abitata da rinoceronti, ippopotami e leoni…

Altre testimonianze antichissime le troviamo in zona San Piero: i Sassi Ritti o giganti di Pietra, monoliti di circa 5000 anni fa.

Su di loro non sono stati fatti studi approfonditi e non si sa bene cosa fossero, forse legati al culto del Sole o segnacoli funebri senz’altro però sono molto suggestivi.

Molto vicino alla zona dei megaliti abbiamo Le Piane della Sughera dove si trova un’area sepolcrale o necropoli, probabilmente di epoca Villanoviana. Questa zona è tutta visitabile ed è sui percorsi di trekking.

Altra Necropoli ricchissima di reperti è a Rio Marina: la Grotta di San Giuseppe riferibile alla cultura eneolitica di Rinaldone (3500-2500a.C.) purtroppo anch’essa non visitabile.

Facendo un salto in avanti nella storia degli Etruschi si possono trovare numerose testimonianze della loro vita nei reperti raccolti in diverse zone dell’Isola e conservati nei Musei della Linguella e di Marciana.

Subito di seguito naturalmente abbiamo gli antichi Romani, di cui possiamo trovare ancora la loro presenza sia nei Musei sopra citati che nella Villa delle Grotte a Portoferraio o nelle Antiche Cave di granito a Marciana sopra Seccheto, dove si trovano ancora delle colonne semilavorate pronte per partire per chissà quale tempio.

Ricordiamo che 8 colonne del Pantheon di Roma sono state fatte con il granito di Marciana.

Il granito ci porta avanti nella storia raccontandoci della madre di Costantino che volle 18 colonne a Colonia. E che poi queste vennero spostate ad Acquisgrana per costruire la Cattedrale da Carlo Magno.

Ancora il granito ci accompagna nella dominazione tra XI e il XIV secolo della Repubblica Marinara di Pisa che lo ha usato per il Duomo di Pisa e il Battistero.

A memoria di questa dominazione sono visibili, in diverse parti dell’Elba, le Torri di avvistamento contro i pirati costruite sempre dalla Repubblica di Pisa per difenderla dalle continue scorribande; come la Torre di Marciana, La Torre del Giove o Castello del Giogo (ripristinato dagli Appiani) e la Torre di San Giovanni in Campo.

Sempre per lo stesso motivo fu innalzata la Fortezza di Marciana. È risalente al periodo repubblicano anche la Fortezza del Volterraio.

Altro lascito notevole della dominazione pisana sono tutte le Chiese dell’Elba in stile Romanico come la bella Chiesa di San Giovanni in Campo, San Nicolò in Campo, San Piero in Campo, San Lorenzo di Marciana, Santo Stefano alle Trane a Portoferraio e la Pieve di San Michele a Capoliveri dove Papa Gregorio XI officiò messa 1376 che fu quasi interamente distrutta dai pirati di Dragut e di cui rimane solo l’abside oggi restaurata.

Con la caduta della Repubblica Marinara di Pisa l’Elba passa alla Signoria di Piombino degli Appiani e quasi un secolo trascorre con relativa tranquillità anche se i corsari e la Repubblica di Genova provano a più riprese a prendere il controllo dell’isola. Di questo periodo sono la costruzione della Torre di Rio Marina e il ripristino di tutti i luoghi fortificati dell’Elba.

Ma dal XVI secolo la storia dell’Elba si fa ancora più variegata quasi convulsa…

Abbiamo sul versante settentrionale dell’isola Cosimo dei Medici della Signoria di Firenze che nel 1548 comincia la costruzione della sua Fortezza Medicea o Cosmopoli a Ferraja (Portoferraio) con l’autorizzazione di Carlo V. Proprio Cosimo dà vita alla Portoferraio che conosciamo oggi con le sue Mura Medicee, Forte Falcone, Forte Stella e la Linguella.

Le mire espansionistiche dei signori di Firenze, già ben evidenti all’inizio del 1500 con l’invio del fido ambasciatore Machiavelli a trattare un’alleanza tra Piombino e Firenze, si dovranno poi limitare al controllo della sola Cosmopoli perchè nel frattempo Carlo V cambia idea e ridà agli Appiani il controllo dell’Isola.

Dall’altra parte dell’isola proprio per controbilanciare ciò che aveva fatto Cosimo, il trattatato di Londra del 1557, stabilisce che la Corona di Spagna ha il diritto di occupazione e di presidio di un luogo sull’isola per costruirci una fortezza e da questo nasce il Forte Longone e nel 1606 verrà edificato anche il Santuario della Madonna di Monserrato ancora oggi luogo di culto. La Madonna di Monserrato è celebrata tutti gli anni l’otto settembre con la processione in costume d’epoca.

La Francia tenterà di intaccare la supremazia spagnola sul Mar Tirreno in diverse occasioni attaccando Longone considerato uno dei cardini del sistema difensivo spagnolo nel Tirreno.

Uno dei più importanti attacchi fu su iniziativa del Cardinale Mazzarino nel 1646 il quale riuscì a sconfiggere gli spagnoli e mantenere il controllo sul Forte Longone per 4 anni. La riconquista spagnola darà poi vita all’altro baluardo spagnolo nel 1678 Forte Focardo sede oggi di un faro della marina militare ancora in funzione.

Dal XVIII secolo comincia il declino delle due roccaforti elbane, Cosmopoli e Longone, rese ormai quasi obsolete dal nuovo panorama politico-militare. Nel complesso il 1700 è un secolo relativamente tranquillo e pacifico che favorì lo sviluppo economico.

Il XIX secolo è caratterizzato dall’entrata in scena di Napoleone di cui l’Elba non è stata solo l’esilio ma anche centro di diversi scontri tra l’esercito napoleonico e il resto dei regnanti europei capofila gli inglesi, per la supremazia del continente.

Nel 1796 infatti comincia la campagna d’Italia di Napoleone che arriva ad occupare Livorno. Come contromossa gli Inglesi occupano Portoferraio con la promessa alla popolazione e al Granduca di Toscana (non più Medici ma Lorena) di essere lì solo per difenderli.

Dopo due anni Napoleone conquista tutta l’Italia così anche l’Elba.

Però, eccetto Portoferraio diventata filofrancese, il resto dell’isola risulta fedele al ducato dei Lorena. Tutto questo sfocia in sanguinose rivolte che piombano ancora l’Elba nel saccheggio e nella paura.

Le sorti dell’Elba seguono l’andamento della guerra in continente dove man mano Napoleone viene sconfitto e nel 1799 Portoferraio ritorna ai Lorena.

La pace di Luneville 1801 e poi quella di Amiens porta al capovolgimento della situazione ovvero l’Elba finalmente unificata passa alla Francia, unico nemico rimasto l’Inghilterra.

Dopo una serie di capovolgimenti storico politici Napoleone perde a Lipsia e viene confinato all’Isola d’Elba per sua scelta.

L’arrivo di Napoleone nel 1814 e la sua permanenza seppur breve segnano l’Elba in maniera indelebile a partire da cose per così dire banali come la bandiera ancora oggi in uso, alla riorganizzazione delle strade, all’ impulso dell’agricoltura sopratutto di ulivi e viti e tantissimi altri progetti seguiti con passione, dedizione e anche competenza.

Oltre a tutti questi lasciti di Napoleone sono rimaste le due dimore da lui fortissimamente volute la Villa dei Mulini e la Villa di San Martino oggi Musei Napoleonici. Proprio nella Villa di San Martino è presente la statua del Canova che rappresenta Paolina Bonaparte nelle forme di Galatea ed una scritta di pugno dell’Imperatore: “Ubicumque Felix Napoleon”.

Dal XIX secolo in poi la storia è sempre molto ricca di aneddoti e fatti importantissimi ma non cambieranno tanto il volto dell’Elba se si fa eccezione dei bombardamenti a seguito della seconda guerra mondiale che devastarono sopratutto Portoferraio…

Vorrei però ancora ricordare l’affondamento nel 1841 ma sopratutto il suo ritrovamento nel 1995, della Motonave Polluce che ha dato vita al Museo del Mare a Capoliveri e che racconta una storia incredibile di Pirateria Moderna.

E tra gli ultimi monumenti costruiti all’Elba di una certa rilevanza storica vorrei ancora citare quelli dell’architetto dei primi del novecento Adolfo Coppedè di cui il Mausoleo Tonietti a Cavo è l’opera più bella e “dimenticata” ma anche il Park Hotel Napoleone a San Martino.

Cultura enogastronomica dell’Elba

Proprio perchè la natura e le influenze storiche dell’Elba sono così varie, la cultura enogastronomica dell’isola è ampissima.

La tradizione vinicola trova le sue radici nella presenza etrusca sull’isola e si è sviluppata nei secoli.

Oggi il vino più conosciuto è l’Aleatico, un vino liquoroso D.O.C.G. di cui anche Napoleone s’innamorò e ne favorì molto la produzione. Una frase scritta in una delle lettere del grande generale fu “gli abitanti dell’Elba sono così forti e sani perchè il vino della loro isola dà forza e salute”.

Tante sono le Cantine e le Tenute che è possibile visitare e dove si possono fare degustazioni dei vitigni autoctoni come l’Ansonica, il Procanico, l’Aleatico e tanti altri prodotti locali.

Per quanto riguarda la tradizione gastronomica anche questa risente della dualità del territorio tra montagna e mare ma risente anche delle diverse dominazioni passate per l’isola durante i secoli.

Tutto questo fa sì che sulla tavola della tradizione elbana possano essere presenti piatti come il castagnaccio e il cacciucco evidenti espressioni di due mondi culinari forse normalmente distanti ma non all’Elba.